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.: L'Italia e le rate! in Soldi e Lavoro |
In Italia aumenta in modo soprendente il ricorso a forme di pagamento dilazionato L’italiano del nuovo millennio fa i debiti.
Non compra più nulla in contanti, rateizza praticamente tutto e, se potesse, lo farebbe anche con le sigarette.
In questi ultimi anni il credito alle famiglie italiane è raddoppiato, da 104 miliardi di euro del 1996 a 242 miliardi del dicembre 2002. La causa principale è la congiuntura economica sfavorevole. Nel 2002 i consumi si sono ridotti dell' 0.1% e il reddito è aumentato di appena 0.8%.
Il consumatore quindi si tutela rinviando il più possibile il pagamento. Le rate non si fanno più solo per la macchina o la moto, ma anche per le vacanza o le spese mediche.
La novità consiste nello smodato uso della carta di credito. Pagare anche l’insalata al mercato con la carta, non è una comodità, ma un modo per farsi addebitare le spese sul conto che slitterà di un mese. Questo infatti è l’obiettivo di chi abusa di questa forma di pagamento.
Quasi 38 su 100 sono gli italiani che utilizzano la carta di credito che, si avvia a sostituire le vecchie cambiali. Si sviluppano le carte “revolving”, che permettono forme di pagamento ancora più dilazionate, nascono le prepagate, le ricaricabili e le usa e getta: che consentono, a chi non ha un conto bancario, di usufruire di questa opportunità.
Nelle famiglie italiane, attualmente i prestiti sono il 35% del reddito disponibile, dei quali il 6% sono debiti a breve termine, il restante 29% a medio e lungo termine.
Lo scopo degli italiani è quello di rinviare il pagamento il più possibile nel tempo e pagare rate meno impegnative.
Questo cambiamento delle abitudini finanziare del popolo italiano è dovuto, da un lato, alla convenienza degli attuali tassi di interesse e, dall’altro, all’aumento del lavoro dipendente che permette l'accesso ai finanziamenti.
Il 35.8% del totale dei prestiti va verso il Mezzogiorno, mentre solo il 17% va verso il Nord-Est. Nel Sud il reddito disponibile per famiglia risulta molto lontano dalla media nazionale, e, quindi, la necessità di fondi è alta. Invece il Veneto, il Trentino e la Lombardia presentano un reddito molto più alto rispetto al resto d’Italia.
La corsa all’indebitamento dell'italiano è dovuta alle esigenze.
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