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.: Proibizionismi? in Bellezza e Salute |
Aumenta la voglia di un'alimentazione sana e naturale o è solo la paura dei continui allarmi sui grassi, il colesterolo, il fumo, l'alcol, i pesticidi e chi più ne ha più ne metta? A qualcuno lanciare gli allarmi non basta e cresce la lista dei Paesi che promettono di introdurre, se già non l'hanno fatto, tasse e divieti.
In Francia la parola d'ordine è prevenire: il governo ha pronto un piano quinquennale per garantire più salute ai cittadini. Lotta al consumo di alcol e tabacco, ma dovrà anche calare il numero delle persone che bevono acqua di rubinetto (perché non è conforme), dovrà scendere il colesterolo e la pressione degli ipertesi. E' prevista la nascita di comitati regionali per la salute pubblica che hanno il compito di definire le politiche più adatte a ogni regione, sotto l'autorità del prefetto.
Ma è giusto che uno Stato decida della salute dei cittadini, fissando delle regole? In Gran Bretagna, dove le malattie cardiocircolatorie e respiratorie pare siano numerose, il partito laburista vorrebbe che gli obesi e i fumatori firmassero un contratto con cui si impegnano a mettersi a dieta o ad abbandonare le sigarette: chi non lo rispetta potrebbe vedersi negare l'assistenza sanitaria gratuita.
Se ne sono accorti anche negli Usa, dove almeno il 65% della popolazione è sovrappeso e l’assistenza sanitaria ricade in parte sui cittadini tramite le assicurazioni private e in parte sulla pubblica amministrazione. Quest'ultima paga ogni anno circa il 9,1% del totale per i problemi di salute legati all'obesità e dal 6,5% al 14,4% per il fumo.
In Italia, la vera crociata è contro il fumo. Il direttore dell'istituto Mario Negri, Silvio Garattini, appoggiato da Piergiorgio Zuccaro, responsabile del Dipartimento fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità, ha chiesto che i medici che esibiscono la sigaretta davanti a un paziente siano esclusi dal sistema sanitario nazionale.
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