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.: "Io, la single" in Storie e Confessioni |
Simona Pari, oltre a essere impegnata nel volontariato fino al momento del rapimento, è una giornalista coraggiosa. Ecco una delle testimonianze che ha scritto per il settimanale Grazia:
"Io, la single" Neissrean, 30 anni, radiologa.
"L'Iraq è un paese in transizione: ho grandi speranze. I problemi, certo, esistono ma abbiamo le potenzialità per diventare presto un paese normale".
Alta, sottile, elegante, Neissrean indossa una maglietta stretch, gonna di seta sotto il ginocchio, sandali con tacco. Scherza disinvolta con i colleghi medici nella clinica dove lavora da qualche anno. "Da quando è finita la guerra cerco di vivere una vita il più possibile normale: vado dal parrucchiere, all'hammam, a casa di amici. Non posso più parlare al telefono: le centraline bombardate hanno interrotto le comunicazioni.
"La sicurezza è un altro problema, io però ho la macchina e me la cavo: basta evitare le zone più pericolose. Sono single per scelta. Finché non trovo un uomo di cui sono veramente innamorata non mi fidanzo. Certo, le mie amiche vivono per trovare marito, qui lo status di moglie è il più importante. Sai cosa insegnano i genitori ai maschi? "Non sposare la donna che ami, ma quella che ti ama".
Io invece da quando mi sono laureata ho sempre lavorato. Certo, qui stanno riemergendo tendenze conservatrici, promosse dai gruppi religiosi più estremisti. Il velo obbligatorio, l'islamizzazione della vita quotidiana, gli omicidi d'onore sono realtà per molte. Mi auguro che tutto questo non prevalga.
"Quello che non ho mai potuto fare è viaggiare: negli ultimi trent'anni per gli iracheni non era facile ottenere il passaporto. Soprattutto per i professionisti, medici, docenti universitari, ingegneri, era impossibile lasciare l'Iraq. Appena sarà possibile farò un viaggio. Sogno l'Europa, che ho visto finora solo in televisione".
Fonte delle notizie il settimanale "Grazia" del 7/9/2004.
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